Arnica e artiglio del diavolo, un toccasana anche per il mal di schiena.

Arnica e Artiglio del Diavolo sono considerati i due antidolorifici naturali per eccellenza. Ma non tutti sono al corrente delle differenze tra l’uno e l’altro e di quando è meglio ricorrere all’Arnica e quando invece è preferibile usare l’Artiglio del Diavolo.

Iniziamo col dire che si tratta di due specie vegetali, entrambe caratterizzate da proprietà curative, nella fattispecie legate al trattamento dei dolori muscolari ed articolari tanto che vengono utilizzate ormai ampiamente sia per la preparazione di rimedi naturali che in fitoterapia.

L’Arnica è un’erba medicinale caratterizzata da petali color giallo e arancio e da foglie lanceolate; appartiene alla famiglia delle Asteraceae e si utilizzano i rizomi, i fiori e le foglie (raccolti in stagioni diverse) per dare sollievo.
Ad esempio foglie e fiori si utilizzano in gel o creme per trattare traumi, contusioni, dolori reumatici o strappi muscolari, grazie all’elevata concentrazione di sostanze, quali fitosteroli, flavonoidi, polisaccaridi, che attenuano il processo infiammatorio.

D’altro canto l’artiglio del Diavolo, noto come Arpagofito, è caratterizzato da quattro dure e lunghe appendici che circondano i suoi frutti: di questa pianta erbacea perenne si utilizzano le escrescenza laterali della radice, contenenti alte concentrazioni di zuccheri, amminoacidi, grassi, cere e iridoidi. Risultano dunque efficaci per trattare infiammazioni diverse come mal di schiena, dolori cervicali, tendiniti e artrite, sia localmente che assumendo i principi attivi dell’artiglio del Diavolo sotto forma di integratore alimentare.

In sintesi, è bene utilizzare l’Arnica per quei disturbi che provocano gonfiore agli arti o la formazione di edema, mentre l’artiglio del Diavolo è più efficace nel caso di infiammazioni o dolore a muscoli ed articolazioni.

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