Come riconoscere e prevenire i sintomi dell’infarto

E’ molto importante sapere come riconoscere i sintomi dell’infarto ma anche ridurre, con un’adeguata prevenzione, i fattori di rischio. La causa più diffusa di attacco cardiaco, che si verifica quando viene a mancare l’apporto costante di sangue e di ossigeno, è l’alta concentrazione di colesterolo anche se in altri casi le ragioni sono da ricercarsi in malattie cardiache preesistenti, dall’aritmia ventricolare all’insufficienza cardiaca; vi sono poi fattori genetici ereditari o malattie come il diabete.

L’alto tasso di mortalità dell’infarto è legato in molti casi ad interventi scarsamente tempestivi: è per questo importante non sottovalutare alcun segnale di pericolo e capire come riconoscere i sintomi dell’infarto. L’attacco di cuore può provocare una forte crisi d’ansia con incremento delle palpitazioni; altro sintomo è legato alla persistenza di fastidi e dolori al torace, così come l’insorgenza di ripetuti attacchi di tosse in assenza di patologia bronchiale. La sintomatologia che può anticipare l’insorgere di un infarto include anche improvvisi svenimenti o vertigini, alla base di possibili aritmie; un generale senso di stanchezza che può verificarsi il giorno prima di un attacco di cuore; dolori a braccia e gomiti, torace e schiena, che possono verificarsi anche prima del più riconoscibile dolore al petto.

La nausea può anticipare un attacco cardiaco come l’ictus mentre un altro segnale preoccupante è il battito irregolare, tanto più se accompagnato da vertigini o mancanza di respiro; anche improvvisi attacchi di sudore o la comparsa di edemi diffusi possono essere sintomi di insufficienza cardiaca. Prevenire l’infarto è possibile anzitutto seguendo fin da giovani uno stile di vita sano che includa una dieta equilibrata e costante attività fisica; tenendo sotto controllo malattie come il diabete e non sottovalutando alcun sintomo, sottoponendosi in tali situazioni ad immediati controlli medici.

In caso di un attacco è fondamentale tossire e tossire volontariamente sino all’arrivo in ospedale. In questo modo creiamo un’eccitazione cardiaca che può rivelarsi vitale sino all’arrivo dei soccorsi.