I farmaci, utili o dannosi?

Dal semplice mal di testa alle patologie più problematiche, il farmaco rappresenta la strada più semplice da seguire per lenire il dolore, eliminare il disturbo o portare alla progressiva scomparsa della malattia.

Ma utilizzare farmaci con regolarità è davvero il modo migliore per preservare la propria salute?

La terapia farmacologica rappresenta infatti la possibile soluzione ad un problema che si è già presentato e, ad eccezione dei vaccini, ha uno scopo prevalentemente curativo. Inoltre ogni specifica situazione clinica deve essere valutata con molta attenzione, per valutare benefici ed eventuali rischi derivanti dall’uso dei farmaci in relazione alla patologia e allo stato di salute del paziente, una decisione che dunque richiede un’approfondita conoscenza sia del paziente stesso e della sua storia naturale che della malattia che lo ha colpito e del farmaco, con i suoi possibili effetti collaterali.

Si parla cioè di rapporto rischi-benefici legati all’utilizzo dei farmaci, un’analisi nella quale occorre tenere in considerazione molti fattori diversi per poter giustificare la terapia farmacologica. Per quanto riguarda i farmaci, nello specifico, occorre considerarne l’efficacia e la prevedibilità di una risposta favorevole legata al loro utilizzo; il rapporto tra dose ed effetto, nonchè la durata dell’effetto stesso, oltre a tutte le controindicazioni direttamente o indirettamente collegate a specifiche patologie, disturbi o stati allergici del paziente.

Infine, è bene ricordare che il rapporto beneficio-danno di un trattamento farmacologico non rimane immutato nel tempo ma anzi può cambiare, man mano che viene approfondito lo studio legato all’efficacia e al profilo di sicurezza dello specifico farmaco. Si tratta dunque di un processo permanente ed in costante evoluzione, che richiede tempo e la collaborazione fattiva di tutti i soggetti interessati.

Per quanto riguarda il mal di schiena, i farmaci antinfiammatori o antidolorifici sono utilizzati largamente, ma c’è da dire che spesso le pubblicità sono ingannevoli perchè riferiscono che la causa del dolore sia l’infiammazione. Infatti, il farmaco agisce sull’infiammazione ma NON sulla causa che l’ha creata. Spesso il risultato è un’attenuazione del sintomo ma solo temporaneo. Può esserci un’ulteriore aggravante legata all’utilizzo dei farmaci per il mal di schiena. Il farmaco, infatti, durante l’effetto può migliorare notevolmente la sintomatologia ma con un effetto non duraturo e questo fa si che durante le ore nelle quali riusciamo a muoverci con più facilità sovraccarichiamo il fisico con conseguente riacutizzazione dopo che l’effetto del farmaco svanisce.

L’osteopata, con la collaborazione del medico curante, può essere la giusta strada per risolvere definitivamente il sintomo lavorando sulla causa ed eventualmente utilizzando il farmaco per liberarsi più rapidamente dall’infiammazione.

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