Tecniche strutturali.
Le ossa, i muscoli e le articolazioni sono caratterizzate da ampia mobilità permettendo al corpo umano di combinare quanti più movimenti possibili fra loro, offrendo così la possibilità di effettuare una serie innumerevole di gesti come camminare, correre, saltare, afferrare ecc.

La struttura principale è la “colonna vertebrale” paragonabile all'”albero portante” di una barca a vela. La colonna vertebrale è formata da 32-34 vertebre che si articolano fra di loro. E’ qui che interviene l’osteopatia strutturale, attraverso molteplici tecniche specifiche in base al segmento da trattare, applicando delle manipolazioni atte a sbloccare una o più vertebre che per una serie di concause hanno ridotto la propria mobilità. Ma le tecniche strutturali non agiscono solo a livello vertebrale ma su tutte le articolazioni del corpo (caviglie, ginocchia, anche, bacino, sacro, spalle, clavicole, gomiti, mani e piedi).

Le tecniche strutturali sono definite anche come “tecniche ad alta velocità” non invasive e ne pericolose se effettuate da professionisti osteopati che hanno seguito un percorso di formazione di 6 anni (diffidate da chi si propone di praticare manipolazioni senza un percorso riconosciuto dagli osteopati, perché solo in quel caso una manipolazione che non tiene conto di tutti i fattori coinvolti, potrebbe rivelarsi molto pericolosa). La manovra, effettuata con specificità e rapidità consente il recupero della mobilità articolare, favorisce il rilancio della circolazione sanguigna e libera da eventuali sintomi neurologici come parestesia (poco sensibilità), formicolio e dolore.